via Reginaldo Giuliani, 374 Firenze

PAURA IN PALCOSCENICO sabato 3 febbraio ore 18:00


PAURA IN PALCOSCENICO

(Stage Fright, 1950)

REGIA: Alfred Hitchcock

SOGGETTO: dal romanzo Man Running di Selwyn Jepson

SCENEGGIATURA: Whitfield Cook,  Alma Reville

FOTOGRAFIA: Wilkie Cooper

MUSICHE: Leighton Lucas

PRODUZIONE: Alfred Hitchcock per Transatlantic Pictures

INTERPRETI: Jane Wyman, Marlene Dietrich, Richard Todd

ORIGINE: Gran Bretagna; DURATA: 110’

Il sipario si apre… su una Londra che ancora mostra le macerie della guerra. Eve (Wyman) e John (Todd) in fuga su una macchina. L’uomo è sconvolto, racconta alla ragazza che la sua amante Charlotte (Dietrich), un’attrice teatrale, è andata a trovarlo con il vestito sporco del sangue del marito da lei ucciso dopo una lite. Il racconto di John viene mostrato in flash-back…

Dopo dieci anni e più di dieci film realizzati negli Stati Uniti, Hitchcock si prende una vacanza per tornare in Inghilterra e girare un film nella sua città. Paura in palcoscenico è considerato uno delle opere minori di Hitchcock, anche per il giudizio negativo dello stesso regista londinese, riportato nel libro intervista di Truffaut, il quale si crucciava di un “errore” che avrebbe commesso nella realizzazione del film. In realtà Paura in palcoscenico contiene tanti motivi d’interesse. Intanto il ritorno in patria fa rientrare Hitchcock nell’atmosfera del suo periodo prima della guerra, dove humour e brividi di paura andavano di pari passo, aiutato dai tanti meravigliosi attori inglesi che chiama a partecipare al film. Ma la perla è sicuramente il ruolo assegnato a Marlene Dietrich, qui nel suo unico incontro con Hitchcock e questo incontro non poteva che avvenire…in palcoscenico (“Have you stage fright?”). La Dietrich, splendida cinquantenne, recita con quel suo humour disincantato e sexy e Hitchcock la asseconda regalandole inquadrature da regista innamorato. Da segnalare anche il duetto fra Dietrich e Wyman, con la seconda che pur essendo una star in ascesa, deve “subordinarsi” allo charme della grande diva.


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