via Reginaldo Giuliani, 374 Firenze

JULES E JIM sabato 30 marzo ore 18:00 lingua originale con sottotitoli


per la rassegna CINEMA E LETTERATURA Leandro Giribaldi presenta

REGIA: François Truffaut

SOGGETTO: dall’omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché

SCENEGGIATURA: François Truffaut, Jean Gruault

FOTOGRAFIA: Raoul Coutard

MUSICA: Georges Delerue

INTERPRETI: Jeanne Moreau, Oskar Werner, Henri Serre

ORIGINE: Francia 1962

DURATA: 105’

Nella Parigi della Belle Époque due letterati bohemien, Jim, francese e Jules, tedesco, diventano amici inseparabili. Conoscono Catherine e Jules, imbranato con le donne, si raccomanda a Jim, che invece è un dongiovanni: “Ma lei no, vero Jim?”. Così Jules sposa Catherine. I due amici si separano con lo scoppio della prima guerra mondiale, richiamati sotto le armi su fronti opposti. Si ritrovano alla fine della guerra, insieme a Catherine.

Negli anni Cinquanta, folgorato dal libro di Roché, colpito dalla sua ricerca di una “morale ed estetica nuove”, Truffaut aveva pensato che potesse essere la storia per il suo primo lungometraggio, ma la complessità della produzione lo consigliarono a rinviarne la realizzazione. Dopo I 400 colpi e Tirate sul pianista, Jules e Jim diventò così il suo terzo film, forse il triangolo più famoso della storia del cinema, una storia d’amore che fino a quel momento non si era mai vista,un’utopia sentimentale con tre protagonisti: “Mi piaceva fare un film sovversivo con una dolcezza totale…” Jules e Jim propone in modo scandaloso la possibilità che due amici amino la stessa donna, senza per questo rompere la loro amicizia.

Truffaut racconta la storia con uno stile leggero e profondo «come un’aria mozartiana», dinamico e fedele, pur nell’adattamento, allo stile del romanzo di Roché: “Ho inserito nel film un commento off ogni volta che il testo mi sembrava impossibile da trasformare in dialogo o troppo bello per essere tagliato.” Jules e Jim è la prima delle numerose storie di amour fou raccontate da Truffaut, nel quale l’affascinante, enigmatica Catherine di Jeanne Moreau dispensa seduzione, amore e morte come un’arcana statua dell’antichità.

L. Giribaldi


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