via Reginaldo Giuliani, 374 Firenze

IO TI SALVERO’ giovedì 4 gennaio ore 21:30 lingua originale con sottotitoli


In lingua originale con sottotitoli, restaurato da Cineteca di Bologna

presenta Leandro Giribaldi

IL NOIR AMERICANO
IO TI SALVERO’ – SPELLBOUND

giovedì 28 dicembre ore 21:30

lingua originale con sottotitoli

di Alfred Hitchcock (1945)  Durata: 118’

La dottoressa Petersen (Bergman) lavora come psicanalista in una clinica psichiatrica. Il giovane aitante dott. Edwardes (Peck) arriva alla clinica per sostituire il primario dott. Murchison, colpito da esaurimento nervoso e che sta per andare in pensione.
Parlare di psicanalisi riguardo ai film di Alfred Hitchcock sembra oggi quasi un’ovvietà. Quando la psicanalisi era molto di moda ad
Hollywood il regista inglese decise che la nuova disciplina per curare le malattie dell’anima (e i suoi analisti, dottori e psichiatri) sarebbe stata il soggetto stesso di Io ti salverò- Spellbound. “Volevo solo girare il primo film di psicoanalisi. Ho voluto rompere con il modo in cui il cinema presenta i sogni. Ho chiesto a Selznick di assicurarsi la collaborazione di Salvador Dalí. L’unica ragione era la mia volontà di ottenere dei sogni visivi con tratti netti e chiari. Volevo Dalí per il segno della sua architettura, le ombre lunghe, le distanze che sembrano infinite, le linee che convergono nella prospettiva, i volti senza forma.” (da Il cinema secondo Hitchcock di F. Truffaut)). È anche uno dei film di Hitchcock considerato noir (o più noir di altri) dai puristi del genere (ma il purismo nel cinema fa ridere…), per le sequenze oniriche, il senso di spaesamento del protagonista e la generale dimensione onirica (ma questa è presente in tutti i film di Hitchcock, appunto). È anche il primo film di Hitch con la splendida e palpitante Bergman. C’è da chiedersi che film sarebbe stato se i produttori avessero incoraggiato Hitchcok ad essere più fedele al delirante romanzo a cui il film è ispirato, che è la storia di un pazzo che si impadronisce di un manicomio, dove anche le infermiere sono folli, ecc. Ma per la Hollywood dell’epoca era veramente troppo!

L. Giribaldi


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