
Accompagnamento al pianoforte a cura del maestro Marco Bucci
Lettura didascalie dal vivo

Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna 1925

THE SALVATION HUNTERS (1925)
REGIA: Josef von Sternberg
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Josef von Sternberg
FOTOGRAFIA: Edward Gheller
PRODUZIONE: Josef von Sternberg, George K. Arthur
INTERPRETI: Georgia Hale, George K. Arthur, Bruce Guerin
ORIGINE: USA; DURATA: 70’
La didascalia iniziale indica che il film è dedicato ai derelitti della terra. Le inquadrature successive mostrano un “porto come tanti altri” con acque sporche, rifiuti, pesci morti e dove l’artiglio di una draga pesca il fango dal fondo e lo deposita sulla riva. In questo ambiente degradato si muovono alcuni personaggi, degli sbandati: un ragazzo (Arthur), una ragazza (Hale), un piccolo orfano (Guerin).
Dopo aver svolto i lavori più umili nel cinema di quei tempi pionieristici (trasportatore di “pizze”, restauratore di pellicole, scrittore di didascalie, assistente), Josef von Sternberg, nato a Vienna nel 1894, esordì poco più che trentenne con un film indipendente e autoprodotto: The Salvation Hunters, letteralmente I cacciatori di salvezza.
E fin dall’inizio, da quelle didascalie un po’ pompose e ingenuamente presuntuose, si propone un programma anti-hollywoodiano, decisamente opposto alla tendenza narrativa e dinamica del cinema americano. Ed anche il soggetto – la vita di alcuni derelitti descritta in ambienti realistici e spogli – è completamente al di fuori dello standard del cinema commerciale coevo.
Ma il progetto estetico di The Salvation Hunters è straordinariamente indicativo del von Sternberg futuro. Pur con mezzi tecnici ridotti, Sternberg si concentra sulla cura formale delle inquadrature, sull’uso della luce, sulla recitazione degli attori volta ad un’espressione minimale, sintetica ed astratta. The Salvation Hunters fece gridare al “nuovo genio” della regia e Charlie Chaplin, entusiasta del film, aveva voluto incontrare il giovane regista. Sternberg di fronte al divo più popolare del mondo si espresse così: “Solo io e lei capiamo qualcosa di cinema ad Hollywood!”
L. Giribaldi