

Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna Wim Wenders

PARIS, TEXAS (1984)
REGIA: Wim Wenders
SOGGETTO: Sam Shepard, Wim Wenders
SCENEGGIATURA: Sam Shepard, L.M. Kit Carson
FOTOGRAFIA: Robby Muller
MUSICHE: Ry Cooder
PRODUZIONE: Road Movies Film Produktion, Argos Films
ORIGINE: Germania/Francia/Regno Unito; DURATA: 147′
INTERPRETI: Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Hunter Carson
Un uomo, Travis (Stanton), lacero ed assetato, dopo aver attraversato il deserto sviene in una minuscola cittadina del Texas. Suo fratello (Stockwell), che non lo vede da quattro anni, parte dalla California per recuperarlo.
Paris, Texas nasce dalla collaborazione con lo scrittore e drammaturgo americano Sam Shepard (anche attore: Wenders lo voleva come protagonista di Hammett), del quale Wenders aveva letto il libro Motel Chronicles.
Il film riflette evidentemente il complesso rapporto che lega il regista tedesco agli Stati Uniti e al cinema americano. Consapevole però dei rischi legati al girare in luoghi mitici del cinema western (Ford, Anthony Mann), Wenders insieme al suo operatore Robby Muller, contrariamente al loro solito, avevano deciso di non preparare uno story-board delle inquadrature per non farsi influenzare dalle inquadrature di quei maestri, ma di lasciarsi ispirare ogni giorno dal set nel quale si trovavano.
Questo aspetto è molto importante perché Wenders è cosciente di girare sempre lo stesso film, con ovvie variazioni di racconto, cioè “la storia di una persona che come me è nata in un paesaggio, la Germania alla fine degli anni ’40.
La storia di una persona nata in un posto troppo piccolo per lui.” Ed in Paris, Texas questa caratteristica – un uomo e il paesaggio nel quale è inserito – è molto evidente (es. l’inizio del film). Di grande suggestione la lunga scena ambientata nel peep-show fra Stanton e Nastassja Kinski, con lo specchio che permette di vedere da una sola parte. Paris, Texas vinse la Palma d’oro a Cannes nel 1984.
L. Giribaldi