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L’ALTRO UOMO sabato 15 novembre ore 18 versione originale con sottotitoli – Rassegna Visioni Wendersiane Paralelle -Cinema100


Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna “Visioni Wendersiane Paralelle

L’ALTRO UOMO (Strangers on a Train, 1951)

REGIA: Alfred Hitchcock

SOGGETTO: dal romanzo Strangers on a Train di Patricia Highsmith

SCENEGGIATURA: Raymond Chandler, Czenzi Ormonde, Whitfield Cook

FOTOGRAFIA: Robert Burks

MUSICHE: Dimitri Tiomkin

PRODUZIONE: Alfred Hitchcock per Warner Bros.

ORIGINE: USA; DURATA: 101′

INTERPRETI: Fay Granger, Robert Walker, Ruth Roman

Due sconosciuti si incontrano in treno. Uno dei due, Guy (Granger), è un tennista famoso, mentre l’altro, Bruno (Walker), è un tipo bizzarro che si dimostra invadente e molto a conoscenza delle disavventure sentimentali dell’altro. Infatti Guy vuole divorziare dalla prima moglie per sposare Ann (Roman). Ma anche Bruno ha dei problemi con il padre, che lo odia. Alla fine del viaggio Bruno parla a Guy della sua teoria del delitto perfetto…

All’inizio degli anni Cinquanta Hitchcock proveniva da due insuccessi (Il peccato di Lady Considine e Paura in palcoscenico), cosa non infrequente nella sua carriera. La sua scelta per il film successivo cadde sul romanzo della Highsmith sul quale c’era da fare però un grosso lavoro di adattamento. Per questo Hitch aveva chiamato il grande scrittore Raymond Chandler, ma le cose fra loro non andarono bene e il regista inglese fu costretto a chiedere la collaborazione di altri sceneggiatori, meno geniali di Chandler, ma più duttili in un mestiere che deve essere al servizio della forma cinematografica.

E L’altro uomo è davvero un capolavoro di forma cinematografica: da segnalare l’incontro iniziale fra Guy e Bruno, tutta la sequenza dell’inseguimento e dell’omicidio di Miriam. Notava Truffaut: “Nei suoi film e in particolare nell’ Altro uomo, ci sono spesso delle inverosimiglianze e delle coincidenze, ma anche molti elementi arbitrari, cose del tutto ingiustificate che si trasformano sullo schermo in altrettanti punti forti, unicamente per la sua capacità di imporre una logica dello spettacolo del tutto personale.” Risposta di Hitchcock: “Questa logica dello spettacolo sono le leggi della suspense”.

L. Giribaldi


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