

Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna Wim Wenders

L’AMICO AMERICANO (Der amerikanische freund, 1977)
REGIA: Wim Wenders
SOGGETTO: dal romanzo Ripley’s Game di Patricia Highsmith
SCENEGGIATURA: Wim Wenders
FOTOGRAFIA: Robby Müller
MUSICHE: Jurgen Knieper
PRODUZIONE: W. Wenders Produktion, Westdeutscher Rundfunk, Les films du Losange
ORIGINE: Germania; DURATA: 123′
INTERPRETI: Bruno Ganz, Dennis Hopper, Lisa Kreuzer, Gerard Blain, Nicholas Ray, Samuel Fuller
Il corniciaio di Amburgo Jonathan Zimmermann (Ganz) fa la conoscenza di Tom Ripley (Hopper), un americano che traffica in quadri.
Jonathan ha una malattia incurabile, della quale solo il suo medico e sua moglie (Kreuzer) dovrebbero essere informati. In realtà molti altri ne sono al corrente. Fra questi uno sconosciuto francese (Blain), in loschi affari anche con Ripley, che offre a Jonathan un’incredibile commissione in cambio di molti soldi.
Dopo il clamoroso e insperato successo anche commerciale di Nel corso del tempo, Wenders ha la possibilità di lanciarsi nuovamente in una coproduzione internazionale.
Fallito il tentativo di acquisire i diritti di Tremor of Forgery, titolo già annunciato all’interno di Prima del calcio di rigore, Wenders punta l’obiettivo su un altro romanzo della Highsmith: Ripley’s Game. Dopo la sperimentazione documentaristica di Nel corso del tempo, consapevole di dover affrontare una nuova sfida, Wenders dichiara: “Trovo il bianco e nero molto più realistico e naturale del colore.
Sembra un paradosso, invece è così. E Ripley’s Game è un’invenzione, una vera e propria fiction, così che non mi sognerei mai di girarlo in bianco e nero, perché gli darebbe un tono realistico.” L’uso espressivo del colore – concertato con il fido operatore Robby Muller – , il gioco sui codici del noir e del cinema stesso, gli stralunati personaggi (sui quali spicca un fantastico Bruno Ganz), la musica di Jurgen Knieper, fanno de L’amico americano uno straordinario thriller dell’anima.
L. Giribaldi