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CALLE DE LA PIETÁ giovedì 16 ottobre ore 21:30 – rassegna Mario Brenta – 100Castello


Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna Mario Brenta

CALLE DE LA PIETÀ (2010)

REGIA: Mario Brenta e Karine de Villers

SCENEGGIATURA: Mario Brenta

FOTOGRAFIA: Mario Brenta

MONTAGGIO E SUONO: Karine de Villers

MUSICHE: M.Blanter, D.Cimarosa, C.Gardel, G. Mahler

PRODUZIONE: Karine de Villers

ORIGINE: Italia; DURATA: 59′

L’ultimo quadro di un Tiziano ormai quasi cieco, La Pietà, l’unico della sua vita che non aveva committenti ma che doveva adornare la sua tomba nella Chiesa dei Frari, rimase incompiuto perché il grande pittore veneto morì di peste il 27 agosto 1576. Ma nel suo ultimo giorno di vita una donna misteriosa era accanto a lui: chi era? una modella, una serva, una prostituta…?

Dopo il suo terzo lungometraggio, Barnabo delle montagne, del 1994, Brenta cerca di realizzare altri progetti, alcuni ambiziosi come L’armata dei fiumi perduti da Sgorlon e La variante di Lüneburg da Maurensig.

Né questi né altri progetti vanno in porto, Brenta sembra ormai ritirato dal cinema, impegnato nell’insegnamento universitario. Ma l’incontro nei primi anni Duemila con la documentarista belga Karine de Villers fa balenare nuove possibilità e così nel 2010 appare un nuovo film di Brenta, un documentario firmato in coppia con Karine.

Doveva essere un film di finzione la storia dell’ultimo giorno di vita di Tiziano, ma fin dall’inizio la stessa voce di Brenta dichiara l’impossibilità a rappresentare una storia di un passato ormai morto e sepolto.

Il film prende allora la strada di un documentario molto personale, “una riflessione sull’esistenza e la funzione dell’arte che non è altro che il desiderio di dominare il mondo, ma soprattutto di dominare il tempo”, dice Brenta. E Mario e Karine si immergono nel corpo stesso del film, mischiandosi alle immagini di una Venezia schiva e bellissima, inondata di una luce magica, con i suoni – il ticchettio degli orologi, lo sciabordio dell’acqua, le strida dei gabbiani – che scandiscono lo scorrere del tempo, della vita e della morte.

L. Giribaldi


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