Presenti in sala l’autore Fabrizio Guarducci, il cast e il produttore Matteo Cichero.
regia: Fabrizio Guarducci; cast: Vincent Riotta, Giorgia Wurth, Marc Fiorini, Sebastiano Somma, Alessio Di Clemente
sceneggiatura: Fabrizio Guarducci; fotografia: Stefano Spiti; scenografia: Esther Musatti; musica: Pino Donaggio
produttore: Matteo Cichero, Fabrizio Guarducci; produzione: Fair Play; paese: Italia
Anemos inizia ai giorni nostri: una madre rimane spiazzata dai dubbi del suo piccolo figlio sul mistero della vita e su chi l’ha creata: “Se esiste dio perché non si cura della sua creatura?”.
La giovane madre non sa dare risposte anche perché, forse, lei stessa non si è mai posta queste domande. Una situazione decisamente comune ai nostri giorni: siamo totalmente avvolti dal materiale, soccombiamo così tanto al quotidiano che non siamo più in grado di farci domande sul senso della vita. E sarà forse per questo che la vita ne appare priva?
La narrazione si sposta poi sui personaggi che nel corso della storia invece le domande se le sono fatte, personaggi per cui la ricerca del divino e la ricerca dell’origine era impresa ben più importante della vita stessa. Il percorso del film racconta le esperienze individuali di filosofi, profeti, mistici, dello stesso Gesù, fino ad arrivare ai Catari, per i quali la ricerca del divino era un fatto sociale che si rifletteva nella costruzione di una società giusta ed egualitaria.
La storia di Anemos sposta quindi lo sguardo dello spettatore dalla vita di oggi al passato attraverso le storie emozionanti dei grandi personaggi e dei grandi mistici. L’anello di congiunzione è Benedetto da Norcia che ha lasciato la comunità religiosa per ritirarsi in una grotta, distaccarsi e cercare quella scintilla divina, che poi ha condiviso con tutti i suoi seguaci. Il vento (Anemos) è la metafora di questa ricerca.