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ALICE NELLE CITTA giovedì 18 settembre ore 21:30 – lingua originale con sottotitoli


Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna Wim Wenders

ALICE NELLE CITTA’ (Alice in den Städten, 1973)

REGIA: Wim Wenders

SOGGETTO: Wim Wenders

SCENEGGIATURA: Wim Wenders, Veith von Furstenberg

FOTOGRAFIA: Robby Müller

MUSICHE: Can

PRODUZIONE: Filmverlag der Autoren, Westdeutscher Rundfunk

ORIGINE: Germania; DURATA: 110′

INTERPRETI: Rudiger Vogler, Yella Rottlander, Lisa Kreuzer

Philip Winter (Vogler), un giornalista tedesco, deve scrivere un reportage sugli Stati Uniti, che ha attraversato in auto, ma alla fine, al suo capo a New York può mostrare solo un mucchio di Polaroid che ha scattato durante il viaggio. Non ha scritto una riga, non ha più soldi, forse ha perso se stesso: non gli resta che rientrare in Germania. All’aeroporto di New York conosce Lisa (Kreuzer) e la figlia Alice (Rottlander), sue connazionali, anche loro in procinto di tornare in Europa…

Dopo la deludente (per Wenders) esperienza di co-produzione internazionale con La lettera scarlatta (1972), per il suo terzo film il giovane regista tedesco volle tornare ad una indipendenza creativa e produttiva.

Realizzò così, da un suo soggetto, in 16 mm e in bianco e nero, Alice nelle città: “All’inizio avevo una sceneggiatura e ho cominciato a girare molto fedelmente. Eravamo negli USA dove è ambientato il primo terzo del film. Quando sono venuto in Europa ho cominciato a dimenticare la sceneggiatura. Sono diventato sempre più sicuro della storia, al contrario che negli USA, dove ero uno straniero. L’ultima settimana non mi portavo più appresso il copione.”

Storia di una crisi interiore, di una crisi dello sguardo e dell’immagine nell’amata/odiata America (le foto che scatto non sono mai uguali a quello che vedo, dice Philip): per recuperare la purezza dello sguardo occorre intraprendere un nuovo viaggio, attraversare i confini, tornare a casa, alla purezza dell’infanzia. Alice nelle città è il primo road-movie di Wenders, il film che a meno di trent’anni lo fece conoscere come nuovo grande autore.

L. Giribaldi


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