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DUELLO MORTALE giovedì 7 marzo ore 21:30 lingua originale con sottotitoli

Leandro Giribaldi presenta, per la rassegna Fritz Lang in America

REGIA: Fritz Lang

SOGGETTO: dal romanzo Rogue Male di Geoffrey Household

SCENEGGIATURA: Dudley Nichols

FOTOGRAFIA: Arthur C. Miller

MUSICA: Alfred Newman

PRODUZIONE: Twentieth Century Fox

INTERPRETI: Walter Pidgeon, Joan Bennett, George Sanders

ORIGINE: USA

DURATA: 105’

Poco prima dello scoppio della guerra il capitano inglese Alan Thorndike (Pidgeon) si reca segretamente in Germania per compiere un attentato. Catturato dai tedeschi, viene imprigionato e torturato ma si rifiuta di firmare un documento nel quale dovrebbe dichiarare di essere stato inviato dal governo inglese. In modo rocambolesco riesce a fuggire e a tornare a Londra.

Il primo dei film antinazisti di Lang (gli altri saranno Anche i boia muoiono, Il prigioniero del terrore e Maschere e pugnali)

era stato originariamente proposto a John Ford, il quale aveva rifiutato il progetto. In una Hollywood che progressivamente si stava mobilitando contro la Germania nazista, appare significativo l’impegno di Fritz Lang al quale Goebbels aveva offerto nel 1933 la guida della cinematografia tedesca. Con Duello mortale Lang si inoltra anche in un suo personale percorso all’interno del cinema noir. Tutto il film sprofonda in una tensione crescente, in una dimensione dell’incubo, dove il cacciatore diventa preda (Man Hunt: Caccia all’uomo indica il titolo originale). Una delle prime inquadrature del film riprende curiosamente (ma non troppo: in Lang niente è casuale) una delle ultime di Sono innocente, quando Henry Fonda è inquadrato dal mirino di un poliziotto. Molto bello il personaggio della prostituta, interpretato da Joan Bennett. Naturalmente ci furono problemi con la censura: “L’ufficio Hays diceva che non potevamo mostrare, né tantomeno rendere affascinante una prostituta (…) Per risolvere la questione facemmo vedere nel suo appartamento una macchina da cucire, così la ragazza da puttana era diventata una sarta!” (Fritz Lang).

L. Giribaldi

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